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  • cipressino, natale 

    pioppocipressino 13:54 on 14 December 2008 Permalink | Replica
    Tag: , natale

    mia zia quel natale era arrivata con la pelliccia
    che non si riusciva a capire cosa ci facessero in venezuela con le pelliccie
    aveva portato una macchina che quando incontrava un ostacolo tornava indietro
    e poi un dollaro da mettere nel portafoglio che porta fortuna
    una donnina strana mia zia che parlava un italiano incerto
    che a mio padre non piaceva perchè un giorno non so nemmeno come
    aveva lasciato tutto per andare in america
    e quei tempi i maschi della casa non le vedevano mica bene quelle cose lì
    o forse c’era dell’altro che non ho mai saputo
    la livietta aveva fatto i soldi con un ristorante ma mio padre
    di andare da quelle parti non ha mai voluto sentirne parlare
    ma era lo stesso contento quando tornava
    a casa dalle sorelle di solito beveva più del normale
    e quando era alla fine del pranzo
    succedevano sempre cose strane che finivano male e allora per dei mesi
    non si facevano più vedere le mie zie intendo

    sotto l’albero quella piccola macchina colorata comprata chissà dove
    perchè dalle nostre parti non se ne erano viste di cose simili
    faceva il suo effetto insieme alle bottiglie ragalate dai commercianti
    dove si serviva mia madre
    quell’anno mi avevano regalato delle pantofole rosse
    per stare caldo e una sciabola come quella di zorro
    che però non mi facevano usare perché era pericolosa per gli occhi
    dopo qualche giorno sparì e non ho mai saputo che fine abbia fatto

     
  • oroscopo, settanta 

    pioppocipressino 20:26 on 11 December 2008 Permalink | Replica
    Tag: ,

    a volte succede che non trovi le parole giuste, mi dice giovanni, un amico di borgo a mozzano, a volte succede che non trovi niente di meglio da fare che tagliare la corda.

    se anche tu stasera hai tagliato la corda, come ho fatto io e come spesso capita a giovanni, vuol dire che era la migliore cosa che potevi fare. non ti rammaricare. pensa a tutti quelli che parlano solo perché hanno la bocca, e non dicono mai niente di speciale.

     
  • oroscopo, sessantanove 

    pioppocipressino 21:14 on 9 December 2008 Permalink | Replica
    Tag: ,

    stasera avrei avuto tante cose da dire a qualcuno che volesse ascoltarle. ma ho preferito rinunciare a chiamare. c’era la luna tra le nuvole. crescente credo e allora mi sono tenuto dentro le solite parole che sono solo una scusa per riempire il vuoto che a volte mi prende.

    se anche tu hai voglia di parlare con qualcuno… trova le parole per dirlo osservando la natura che ti sta intorno. se poi non troverai nessuno a cui dire… per male che vada avrei fatto piazza pulita di molte inutili paure e vuoti a perdere.

     
  • oroscopo, sessantotto 

    pioppocipressino 19:58 on 8 December 2008 Permalink | Replica
    Tag: ,

    stasera in una piazza della mia città, vicino al posto più frequentato dalla “bella gente”, un gruppo di filippini, uomini e donne e bambini, festeggiavano non so bene cosa. forse solo il fatto di ritrovarsi e parlare finalmente la lingua che conoscono. era per quello che sembrava una festa. infreddoliti giocavano i bambini mentre gli adulti con un piatto di plastica mangiavano qualcosa che non sono riuscito a capire cosa fosse.

    l’invito per questa settimana per voi è quello di ritrovare la lingua “perduta” che non sapete più parlare. ma se solo voleste potreste tornare ad usare.


     
  • oroscopo, sessantasette 

    pioppocipressino 08:18 on 7 December 2008 Permalink | Replica
    Tag: ,

    un amico con un contratto a termine, che scade il 31 12, mi racconta le sue preoccupazioni. è facile per voi… la filosofia della pancia piena mi ha rotto le scatole, mi dice. ma io vedo nella condizione dei contrattisti a termine un che di positivo. nonostante tutto. perchè è proprio quando non si ha niente da perdere (se non le catene) che vengono fuori le cose migliori. lui mi dice che non siamo mica in america, dove forse magari il merito conta qualcosa; che da noi è diverso.
    ha ragione. senz’altro… ma…
    se ti senti a scadenza in fin dei conti è una buona cosa… è il momento giusto per mettersi pancia a terra e fare qualcosa per la quale valga la pena di esserci. nel posto dove siamo 
     
  • oroscopo, sessantasei 

    pioppocipressino 20:36 on 1 December 2008 Permalink | Replica
    Tag: ,

    l’ha aspettato tutto il giorno, mi dice franca. l’ha aspettato tutto il giorno e poi non si è fatto vivo. ma insomma di che ti lamenti hai sempre qualcuno o qualcosa da aspettare… perché lamentarsi. pensa anche solo un istante a chi non ha niente da aspettare se non che arrivi il nuovo giorno. 

    se anche tu aspetti qualcosa o qualcuno mettiti l’anima in pace anche se non arriverà stai sempre aspettando qualcuno o qualcosa. dovresti sentirti un privilegiato in un certo senso. e poi questa è la settimana giusta per vedersi arrivare qualcosa di nuovo o atteso. forse proprio quello che attendevi…


     
  • oroscopo, sessantacinque 

    pioppocipressino 20:58 on 29 November 2008 Permalink | Replica
    Tag: ,

    bisogna cambiare. ogni tanto bisogna cambiare. marika, un’amica che abita da anni dalle nostre parti, ha deciso che questo è il suo credo. ha cambiato città, marito, amici; insomma ha cambiato molte cose che non andavano.
    se anche tu non sei soddifatto/a di come vanno le cose, questa è la settimana dei cambiamenti. che cosa? mi chiedi che cosa cambiera? ma se non lo sai tu cosa vuoi che cambi come pensi che possa saperlo io.
     
  • oroscopo, trentaquattro 

    pioppocipressino 19:47 on 24 November 2008 Permalink | Replica
    Tag: ,

    un amico di pisa mi ha raccontato proprio questo pomeriggio quanto lo addolora dover ricorrere con una certa frequenza a quelle che lui chiama sceneggiate, che servono, a suo dire, a rivedicare diritti altrimenti dimenticati o ad educare le persone care a cui tiene. io gli ho detto che secondo me fa certe sceneggiate anche perchè ha aspettative troppo alte dalla vita e si aspetta quindi sempre troppo dalle persone e dalle situazioni. ma lui mi ha risposto che le sue sceneggiate servono a crescere e il suo obiettivo non è stare simpatico, ma provare ad incidere, per poco che sia, su come girano le cose.

    è vero… se vogliamo provare a cambiarlo un po’ questo mondo, niente di trascendentale bene inteso, bisogna provarci, non è forse per questo che siamo qui. se anche per te il modo è quello delle sceneggiate che lasciano il segno, non provare vergogna. fallo. se invece hai altri metodi applica quelli. l’importante è l’obiettivo non lo strumento che si utilizza. forza che aspetti.

     
  • nanni balestrini, xvi. piccola lode al pubblico della poesia 

    pioppocipressino 18:41 on 21 November 2008 Permalink | Replica
    Tag: balestrini, , xvi. piccola lode al pubblico della poesia

    Eccoci qui ancora una volta
    seduti di fronte al pubblico della poesia
    che è seduto di fronte a noi minaccioso
    ci guarda e aspetta la poesia

    in verità il pubblico della poesia non è minaccioso
    forse non è neanche tutto seduto
    forse c’è anche qualcuno in piedi
    perché sono venuti così entusiasti e numerosi
    o forse ci sono un po’ di sedie vuote
    ma quelli che sono venuti sono i migliori
    hanno fatto questo grande sforzo proprio per noi
    perché poi mai dovrebbero minacciarci

    il pubblico della poesia non minaccia proprio nessuno
    è invece mite generoso attento
    prudente interessato devoto
    ingordo imaginifico un po’ inibito

    pieno di buone intenzioni di falsi problemi
    di cattive abitudini di pessime frequentazioni
    di mamme aggressive di desideri irrealizzabili
    di dubbie letture e di slanci profondi

    non è assolutamente cretino non
    è sordo indifferente malvagio non è
    insensibile prevenuto senza scrupoli non è vile
    opportunista pronto a vendersi al primo venuto
    non è un pubblico tranquillo benpensante credulone
    senza troppe pretese
    che se ne lava le mani
    e giudica frettolosamente

    è invece un pubblico che persegue degusta apprezza
    lento da scaldare ma che poi rende
    come direbbe Pimenta
    e soprattutto è un pubblico che ama

    il pubblico della poesia è infinito vario inafferrabile
    come le onde dell’oceano profondo
    il pubblico della poesia è bello aitante avido temerario
    guarda davanti a se impavido e intransigente

    mi vede qui che gli leggo questa roba
    e la prende per poesia
    perché questo è il nostro patto segreto
    e la cosa ci sta bene a tutti e due
    come sempre io non ho niente da dirgli
    come sempre il pubblico della poesia lo sa benissimo
    ma se lo dice tra sè e sè e non a alta voce
    non solo perché è cortese volonteroso bendisposto

    e in fondo anche cauto ottimista trattabile
    ma soprattutto perché ama
    ama di un amore profondo sincero irresistibile
    di un amore tenace esclusivo lacerante

    chi ama il pubblico della poesia
    fingete di chiedere anche se lo sapete benissimo
    ma state al gioco perché siete svegli e simpatici

    il pubblico della poesia non ama mica me
    questo lo sanno tutti lui ama qualcun altro
    di cui io non sono che uno dei tanti valletti
    diciamo messaggeri se proprio vogliamo farci belli
    il pubblico della poesia ama lei
    lei e
    solo lei e
    sempre lei

    lei che è sempre così imprevedibile
    lei che è sempre così impraticabile
    lei che è sempre così imprendibile
    lei che è sempre così implacabile

    lei che attraversa sempre col rosso
    lei che è contro l’ordine delle cose
    lei che è sempre in ritardo
    lei che non prende mai niente sul serio

    lei che fa chiasso tutta la notte
    lei che non rispetta mai niente
    lei che litiga spesso e volentieri
    lei che è sempre senza soldi
    lei che parla quando bisogna tacere
    e tace quando bisogna parlare
    lei che fa tutto quello che non bisogna fare
    e non fa tutto quello che bisogna fare

    lei che si trova sempre così simpatica
    lei che ama il casino per il casino
    lei che si arrampica sugli specchi
    lei che adora la fuga in avanti

    lei che ha un nome finto
    lei che è dolce come una ciambella
    e feroce come un labirinto
    lei che è la cosa più bella che ci sia

    il pubblico della poesia ama lei
    chi bravi lei la poesia
    e come potrebbe il pubblico della poesia non amarla
    perché ama la poesia vi chiederete
    forse perché la poesia fa bene
    cambia il mondo diverte

    salva l’anima
    mette in forma
    illumina rilassa
    apre orizzonti

    chissà ognuno di voi ha certamente i suoi buoni motivi
    se no non sarebbe qua
    ma meglio non essere troppo curiosi dei fatti degli altri
    se si vuole evitare che gli altri ficchino il naso nei nostri

    sia dunque lode al pubblico della poesia
    lode al suo giusto nobile grande amore per la poesia
    nel cui riflesso noi pallidi e umili messaggeri
    viviamo grati e benedicenti
    lui tace e si alza
    un foglio cade giù dal tavolo
    lui s’inchina agli applausi
    lei raccoglie il foglio e lo legge

    SEGRETISSIMO
    DA NON RIVELARE
    ASSOLUTAMENTE MAI
    AL PUBBLICO DELLA POESIA

    il pubblico della poesia ama la poesia
    perché vuole essere amato vuole essere amato
    perché si ama profondamente e vuole essere rassicurato
    del suo profondo amore per se stesso

    per sua fortuna il pubblico della poesia
    crede solo di ascoltare la poesia
    perché se la ascoltasse veramente capirebbe
    la disperata impossibilità e inutilità del suo amore
    e si prenderebbe a schiaffi dalla mattina alla sera
    brucerebbe tutti i libri sulle piazze
    si butterebbe in un canale
    o finirebbe i suoi tristi giorni in un convento

    CONCLUSIONE
    LA POESIA FA MALE
    MA PER NOSTRA FORTUNA
    NESSUNO CI VORRA’ CREDERE MAI

     
  • dante alighieri, vita nuova [sonetto VI] 

    pioppocipressino 18:36 on 21 November 2008 Permalink | Replica
    Tag: alighieri, dante, letteratura, , vita nuova [sonetto VI]

    Tutti li miei penser parlan d’amore;
    e hanno in loro sí gran varietate,
    ch’ altro mi fa voler sua potestate,
    altro folle ragiona il suo valore,
    altro sperando m’apporta dolzore,
    altro pianger mi fa spesse fïate;
    e sol s’accordano in cherer pietate,
    tremando di paura ch’ è nel core.
    Ond’ io non so da qual matera prenda;
    e vorrei dire, e non so ch’ i’ mi dica:
    cosí mi trovo in amorosa erranza!
    E se con tutti voi’ fare accordanza,
    convenemi chiamar la mia nemica,
    madonna la pietà, che mi difenda.

     
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